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	<title>La Sinistra in Sesto &#187; gino giugni</title>
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	<description>Sinistra Ecologia Libertà - VI Municipio Roma</description>
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		<title>E’ morto nella notte a Roma, dopo una lunga malattia, Gino Giugni, padre dello Statuto dei Lavoratori. Aveva 82 anni.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Loris Campetti
Lo Statuto rimane orfano
Con la morte di Gino Giugni lo Statuto dei lavoratori è rimasto orfano di padre. Nonostante tutte le giravolte politiche, però, e i pentimenti, i tentativi maldestri di attribuire all’ex ministro del lavoro la volontà di buttare nel tritacarne del revisionismo la sua creatura in nome dei mutati tempi, lo Statuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Loris Campetti</strong><br />
<strong>Lo Statuto rimane orfano</strong></p>
<div><strong>Con la morte di <span style="color: #ff0000;">Gino Giugni</span> lo Statuto dei lavoratori è rimasto orfano di padre.</strong> Nonostante tutte le giravolte politiche, però, e i pentimenti, i tentativi maldestri di attribuire all’ex ministro del lavoro la volontà di buttare nel tritacarne del revisionismo la sua creatura in nome dei mutati tempi, lo Statuto ha ancora moltissimi figli. Oggi, più che mai in passato, persino più che nell’80 &#8211; l’anno della sconfitta alla Fiat che diede il via alla vendetta padronale e politica contro l’autunno caldo, i consigli di fabbrica e le lotte degli anni Settanta &#8211; i diritti sanciti dalla «magna charta» del lavoro vengono messi in discussione. Dalla ristrutturazione capitalististica, dalla crisi, dal governo Berlusconi, dall’assenza di una sponda politica al movimento operaio. Questo sanno e vivono sulla loro pelle le tute blu metalmeccaniche che venerdì risponderanno in massa all’appello della Fiom a difendere i diritti acquisiti, a partire dal contratto nazionale di lavoro che Fim e Uilm sono già pronte a svendere con un accordo separato con Federmeccanica. I primi diritti messi in mora dal nuovo sistema contrattuale partorito da un accordo separato senza e contro la Cgil, sono la democrazia sindacale e il diritto dei lavoratori di dire la loro sugli accordi e sui contratti che li riguardano.<br />
La seconda considerazione che viene da fare, riattivando la memoria e rileggendo la biografia di Gino Giugni, è il rovesciamento di parole come «riformismo» centrali ieri come oggi. Lo Statuto vede la luce nel 1970, qualche mese dopo la firma del più straordinario contratto dei metalmeccanici e le bombe di piazza Fontana. Nasce sulla spinta di una grande stagione di lotte e conquiste ed è il prodotto di una mediazione politica, come ricordava lo stesso Gino Giugni. I consigli di fabbrica erano senz’altro «più avanti», come si diceva una volta, delle inevitabili mediazioni tra le parti sociali e politiche che hanno portato alla definizione della carta fondamentale del ’70.<br />
Gino Giugni era un riformista, su questo non c’è dubbio. Allora non si può non chiedersi: chi sono, oggi, i veri riformisti?</div>
<div>tratto da <a href="http://www.ilmanifesto.it/" target="_blank">http://www.ilmanifesto.it/</a> del 6/10/2009</div>
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