Lettera si Simonetta Salacone in risposta a quanto espresso da Augias (Repubblica, 23 settembre)
UN MINUTO NON BASTA PER ESPRIMERE TUTTO QUESTO SDEGNO
Gentile Augias,
non sono dispiaciuta di aver aperto una riflessione sul minuto di silenzio nelle scuole.
Primo: vorrei si tenesse conto del contesto (come ho detto all’ANSA): circolare ministeriale che arriva alle ore 11,30 in una scuola materna ed elementare e invito ad effettuare, dopo il silenzio, “riflessione solidale”.
Con chi? Tutto il cordoglio per i soldati, vittime, come le miglia di civili innocenti della guerra in Afghanistan.
Nessuna solidarietà per chi ha deciso di partecipare ad una guerra che ha solo acuito l’odio per l’Occidente e porta morte continua a miglia di civili innocenti e da cui tutto l’Occidente sta tentando di uscire nella maniera meno rischiosa e infamante possibile.
Nessuna solidarietà con chi fa strame dell’art. 11 della Costituzione e utilizza l’esercito non per azioni di difesa entro i confini italiani, ma come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Nessun rispetto per chi, in un pianeta allo stremo e, forse, alla vigilia dell’implosione ambientale, sempre più carico di milioni di morti di fame e di stenti, dissipa risorse per fare guerre dappertutto.La pace si costruisce con opere di pace .
Se fossimo tutti più onesti e usassimo le parole della verità, sapremmo dire come: costruendo scuole, ospedali, strade, case; accogliendo profughi; investendo nell’agricoltura, nella salvaguardia dell’ambiente, nell’uso delle risorse alternative; facendo circolare i giovani, perché siano capaci di avere una visione ampia sulla complessità del mondo; alimentando la ricerca; incentivando tutte le possibili situazioni di scambio e di apprezzamento interculturale…
Questo fanno molta scuole, oggi purtroppo, controcorrente,con il pensiero unico dominante nelle leadership dei governi dei vari G8, G20…rapacemente tese, in Occidente come in Oriente a sfruttare le risorse naturali della Terra e a comprimere gli aneliti di democrazia dei popoli per interesse di pochi.
Mai le ricchezze del mondo sono state distribuite in maniera tanto ingiusta.
Mai come in questo scorcio di tempo, pochi super ricchi (trasversali a tutti gli Stati e a tutti gli schieramenti politici) stanno blindando i propri interessi a danno della infinita moltitudine di “senza parole” .
Queste le riflessioni che sento di dover fare di fronte alle salme dei poveri soldati, come di fronte a quelle di tutti i poveri civili vittime delle guerre, di quelle dei lavoratori che muoiono in troppi sui luoghi di lavoro, delle vittime per fame..
Quante lacrime! Quanti minuti di silenzio! Quante riflessioni!
Ma, prego, senza fanfare, senza orribili grida di guerra, senza ipocrite lacrime dei potenti.
Simonetta Salacone Dirigente scolastica della Scuola “Iqbal Masih” di Roma
Tutte belle parole. Magari avrebbe pure potuto,dopo il minuto di silenzio,spiegare agli alunni il suo pensiero politico e il suo programma elettorale,visto che,a questi bambini lei ha fatto fare dei cartelli e li ha mandati in prima fila al corteo contro la riforma Gelmini. Allora vorrei sapere perchè per un minuto di silenzio,i suoi alunni non sono maturi,non capirebbero,e invece per andare a sfilare contro la riforma Gelmini(sulla quale, non dubito,i bambini hanno le idee chiare) tutti abili e arruolati. Che coerenza,complimentoni. Non c’è dubbio che lei sia la nuova Montessori,sperando che quella vera non si stia rivoltando nella tomba al solo paragonarla a lei…