COMUNICATO STAMPA
Il coordinamento di Sinistra Democratica di Roma, il coordinamento Sinistra e Libertà Roma VI municipio, i coordinamenti Sinistra Democratica Roma VI e VII municipio ed il gruppo “Io sto con Simonetta Salacone” esprimono solidarietà e rinnovano tutta la propria stima ed appoggio alla dirigente scolastica Simonetta Salacone, vittima di una strumentalizzazione politica nata a seguito della sua dichiarazione sulla (tardiva) richiesta del minuto di silenzio da parte del ministero nelle scuole dopo i tragici fatti dell’Afganistan.
Anche al fine di fare chiarezza, si riporta di seguito il testo della Salacone e si precisa che l’ottima dirigente dell’Iqbal Masih non ha assolutamente impedito che si osservasse il minuto di silenzio, che infatti è stato in diverse classi osservato
Altro atto gravissimo, oltre allo stravolgimento del senso delle parole della Salacone, è stata la manifestazione organizzata dalla giovanile del PDL davanti alla scuola nella giornata del 22, durante l’orario d’ingresso dei bambini.
La manifestazione, non autorizzata e di stampo chiaramente squadrista, ha creato disagi ai bambini e ai genitori stessi, che sono stati costretti a creare un cordone tra i manifestanti e i bambini.
Coordinamento Sinistra Democratica di Roma
Coordinamento Sinistra e Libertà Roma VI municipio
Coordinamento Sinistra Democratica Roma VI municipio
Coordinamento Sinistra Democratica Roma VII municipio
Gruppo “Io sto con Simonetta Salacone”
A tutti quelli che vorranno leggermi
(Scritto da Simonetta Salacone)
In relazione alla vicenda che, mio malgrado, ha riportato me e la scuola che dirigo sui mass media ho da dire quanto segue:
- Per carattere, formazione e professionalita’ non uso mai l’enfasi, la retorica, i toni stentorei, ma la riflessione articolata, anche fortemente critica, ma espressa con registri bassi e moderati.
- Di ogni decisione che mi compete prendo la diretta responsabilita’.
In questo caso di non aver inoltrato ai/alle docenti la circolare del ministro Gelmini, arrivata a scuola alle ore 11,30 del giorno 21/9 con la quale si invitava ad osservare un minuto di silenzio alle ore 12 dello stesso giorno per i 6 morti in missione di pace e ad attuare una “riflessione solidale” con gli alunni.
I tempi stretti con cui la circolare arrivava impedivano, di fatto, una riflessione con le/gli insegnanti come era, invece, avvenuto in altre situazioni simili.
- Poiche’ la scuola non e’ una caserma e i/le docenti non ricevono ordini, molte insegnanti, soprattutto dei piu’ grandi, hanno affrontato l’argomento in classe, con diverse modalita’ e ritualita’.
- Sulle modalita’ pedagogiche con le quali la scuola gestisce l’informazione sui sempre piu’ frequenti eventi drammatici nazionali e mondiali che e’ chiamata ad affrontare, ho convocato tempestivamente un collegio dei docenti, per favorire riflessione e confronto, nei primi giorni del mese di ottobre.
Il presidente del consiglio di circolo ha convocato sulla stessa tematica una riunione aperta ai genitori, per il giorno 30 settembre.
- In molte scuole del Paese la circolare del ministro non e’ arrivata.
Molte scuole hanno accolto l’invito ad osservare il minuto di silenzio, molte no.
La stampa e la tv, pero’, non hanno effettuato consultazioni e ricerche nel merito, quindi non si ha il polso complessivo della situazione.
- Provo dolore e sincera partecipazione al dolore delle famiglie dei soldati morti.
Lo aggiungo al dolore che quotidianamente provo per le tantissime vittime civili innocenti di questa e di tutte le guerre che si stanno svolgendo in giro per il mondo.
Mi chiedo pero’ : perche’ non abbiamo fatto un minuto di silenzio il mese scorso, quando e’ morto in un attentato in Afghanistan un soldato di Campobasso?
E’ il numero che fa massa critica per il cordoglio di Stato?
O non e’ il momento in cui, facendo appello al dolore di tanti, si tenta di ricompattare una opinione pubblica molto divisa sui temi della cosiddetta “missione di pace”?
- Mi auguro che, a partire dalla polemica che ho involontariamente aperto, in molti istituti si apra il dibattito su cosa effettivamente possa e debba fare la scuola sui temi delicati dell’attualita’, per non essere tacciata ne’ di conformismo e obbediente acquiscienza, ne’ di uso ideologico dei fatti.
- Nessuno ha la verita’ in mano.
Casomai abbiamo la carta costituzionale che all’articolo 11 afferma che “l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”.
Quella in Afghanistan e’ sempre piu’ una guerra che uccide civili e militari, che acuisce l’estremismo, che fa regredire la democrazia e la solidarieta’ sociale, che copre la corruzione di parte della classe dirigente, che alimenta l’odio della popolazione contro l’occidente…
la situazione e’ così complessa che, trasversalmente alle parti politiche, nel nostro Paese e in tutto l’occidente ci si interroga con preoccupazione su come uscirne e su come rilanciare nell’Afghanistan e in tutto quello scacchiere orientale (Iran, Pakistan, Irak.) Un processo di pacificazione, compromesso in passato dall’idea malsana che si possa esportare la democrazia con le armi.
- Personalmente, venendo da una militanza giovanile in un movimento nonviolento, continuo a ritenere che le azioni di pace siano costruire scuole, ospedali, biblioteche, teatri, centri culturali….
La nostra scuola, da quando e’ stata intitolata ad Iqbal Masih, bambino pakistano ucciso dalla mafia dei tappeti, ha adottato da anni una scuola per bambini di caste basse in Pakistan e ne finanzia la frequenza.
Sul muro di ingresso del nostro plesso centrale sono riportate le parole del piccolo Iqbal :
“ i bambini hanno bisogno di avere in mano quaderni e matite, non attrezzi da lavoro..”
Aggiungo di mio “i bambini hanno bisogno di pace per crescere.
Non possiamo continuare a dissipare risorse nelle guerre.
Le guerre si prevengono e si risolvono con azioni di pace (anche rischiose, pericolose, eroiche, quali sono quelle che quotidianamente tanti volontari, giornalisti, missionari, dottori, maestri, sindacalisti …compiono, mettendo a rischio la vita)”
parafrasando Brecht aggiungo “beato il mondo quando non avra’ piu’ bisogno di eroi”
Questa ripropongo oggi come filosofia al mondo della scuola, alle insegnanti e agli insegnanti, ai genitori e a tutti noi che abbiamo a cuore il futuro del mondo.
Simonetta Salacone dirigente scolastica della scuola “Iqbal masih” di Roma
(questa lettera aperta viene affissa ai cancelli delle scuole del circolo didattico 126° e viene inviata a giornali e agenzie di stampa)

se a me fosse arrivata la comunicazione alle 11,30….. mi sarei attaccato al telefono (anche al cellulare) dei vari settori ed avrei applicato la direttiva. Ed avrei chiesto il pronunciamento dei colleghi per le prossime disgrazie sui posti di lavoro.
un caro saluto.
ciao, sono di Samarate (VA). Lavoro in una onlus che si occupa di disabili gravi e collaboro con Peacereporter (www.peacereporter.net). Scrivo e denuncio le fabbriche belliche ed il loro operato… seguo l’ambito militare da numerosi anni e mi ci sono ’specializzato’. Ieri, quando ho letto sul Manifesto il tuo gesto, ho sussultato di gioia. Grazie!!! Continua così… un caro saluto Stefano
volgare speculazione mdiatica rispetto per i 6 militari morti sul lavoro ma chido anche rispetto e pari dignità per i lavoratori (4 al giorno) dei quali non si parla solidarietà a simonetta salacone
simonetta salacone è stata esposta alla gogna mediatica falsando sue dichiarazioni . esprimo solidarietà nei suoi confronti allo stesso tempo voglio sottolineare che mentre da un lato i sei militari morti sul lavoro diventano eroi ‘dei 4 operai che sempre sul lavoro perdono la vita ‘ non se parla proprio
Volevamo comunicare a Simonetta che, in qualità di ex-genitori della Iqbal Masih, la sosterremo sempre perchè è stata una persona grande, di illuminate intuizioni, coraggiosa e costruttiva nel rapporto con i bambini.
grazie
clara
Sono convinta che se ci fossero più dirigenti con le sue idee, cara Simonetta, la Scuola funzionerebbe meglio. Anch’io, insegnante di una scuola primaria di Novara, non ho dedicato un minuto di silenzio, ma molto più tempo per spiegare agli alunni il valore di ogni vita umana, senza nessuna distinzione e l’inutilità di ogni guerra. La Scuola ha un compito molto importante da svolgere, pertanto deve fare scelte ben ponderate che siano a favore della PERSONA e non di un sistema che appiattisce, livella e deturpa.
Io sto con Simonetta, donna che stimo e rispetto sia come dirigente scolastico che come persona.
Tutto il mio sostegno ed approvazione, come donna, madre e cittadina del mondo, per la chiarezza e la lucidità del suo intento.
Continui cosi, cara Simonetta
Un forte abbraccio
Carissima Simona, non posso fare a meno di esprimerti tutta la solidarietà, mi sono sempre chiesto cos’è un minuto nei confronti di una vita persa???? Speriamo che in questo Paese tornino a far sentire la propria voce tutti quelli che amano la libertà l’amore la giustizia e la non violenza.
Ti abbraccio e ti dico RESISTI RESISTI RESISTI
Una voce fuori dal coro delle ipocrisie, della gogna mediatica, dell’informazione pilotata e indotta. Se per alcuni tutto va bene, la crisi è finita, l’informazione è giusta ed equilibrata, per altri c’è un ritorno soft (mica tanto poi) al fascismo. Non censuriamoci più di tanto, in Italia sta tornando il fascismo, non certo quello delle purghe e degli stermini di massa. I manganelli e gli olii di ricino sono stati sostituiti dalle bordate dei cattolici più intransigenti, di vati Belpietro, Feltri, i veri portavoce del feldmaresciallo Berlusconi.