Riflessione di Enrico Fontana capogruppo di Sinistra e Libertà al consiglio regionale e nostro iscritto
La vicenda, sconcertante, che ha coinvolto Piero Marrazzo e le reazioni che l’hanno accompagnata rivelano quanto sia profondo l’avvelenamento della politica nel nostro Paese. Chi assume ruoli di potere sembra perdere qualsiasi consapevolezza dei doveri che impone l’etica della responsabilità pubblica. E chi resta sulla scena si affanna ad occupare subito, con assoluto cinismo, lo spazio che si libera quando il potente di turno cade in disgrazia. Non c’è nessun momento di riflessione, di pausa in cui interrogarsi sulle cause profonde di quanto sta accadendo alla classe politica italiana.
Non c’è nessun momento di riflessione, di pausa in cui interrogarsi sulle cause profonde di quanto sta accadendo alla classe politica italiana.
Marrazzo è caduto ed ecco che il centrodestra di fronte alla sua decisione, corretta e non dovuta, di autosospendersi grida all’imbroglio, mentre nel centrosinistra è un affannarsi di candidature proposte, suggerite o autopromosse, destinate ad alimentare primarie che nessuno ha, finora, deciso. La giostra continua, la corsa prosegue. Si cambia solo cavallo.
Lo spettacolo offerto è sconfortante. Possibile che nessuno abbia voglia di chiedersi quali siano i meccanismi, quali le tossine che possono aver indotto una persona con la storia, l’educazione, la professionalità di Piero Marrazzo a farsi travolgere da uno scandalo di sesso clandestino e mercenario, di ricatti subiti e non denunciati, di fiducia, familiare e politica, mandata in frantumi? Marrazzo ha bisogno oggi di tempo e di luoghi in cui ritrovare, dentro di sé e nelle relazioni con gli altri, a cominciare dai suoi familiari e dai suoi amici, i valori che ha promosso e difeso nella sua vita professionale e politica. E’ un patrimonio che non può essere distrutto dagli errori, anche gravi, che si possono commettere. Ma chi ha condiviso con lui il governo della Regione Lazio, chi lo ha sostenuto in Consiglio regionale, a cominciare dal sottoscritto, deve trovare tempo e luoghi in cui avviare una profonda riflessione pubblica sulle ragioni dell’impegno in politica, sulle modalità di costruzione del consenso e di esercizio del potere. Lo deve fare soprattutto chi viene da una cultura democratica e di sinistra e si candida a interpretare la politica come attività a servizio dei cittadini: “la più alta forma di carità”, come l’ha definita Paolo VI.
Una riflessione profonda e autentica farebbe bene anche al centrodestra, che oscilla tra chi vuole approfittare della vicenda Marrazzo per giustificare quella di Berlusconi e, quindi, lo ha invitato a non dimettersi. E chi vorrebbe votare comunque prima delle ormai imminenti elezioni, per approfittare del comprensibile smarrimento della maggioranza regionale. Questo modo d’intendere la politica fa assomigliare sempre di più il nostro Paese al peggiore degli stadi, in cui i tifosi delle opposte fazioni si coprono d’insulti e sono d’accordo solo quando si tratta di gridare cornuto all’arbitro o di sospettare chissà quali complotti.
Chi ha ruoli politici sembra confondere, senza molte distinzioni di appartenenze partitiche, la necessaria, persino utile discrezionalità nell’esercizio del proprio potere con una sorta d’impunità non scritta ma dovuta. In molti mi hanno chiesto, in questi giorni convulsi, chi ha incastrato Marrazzo. Quasi nessuno si è interrogato sui comportamenti e sulle scelte che ha compiuto da uomo politico con importanti responsabilità pubbliche. Un incidente, un errore di percorso, un complotto, non fa differenza: l’importante è rimuovere le domande scomode, approfittare, se possibile, della situazione e attendere che tocchi al prossimo, sperando sempre che sia un altro. Come ha detto con efficacia oggi don Luigi Ciotti, concludendo i tre giorni straordinari di Contromafie a Roma, molti, troppi pozzi della politica in Italia sono avvelenati. Bisogna trovare una falda nuova, sorgenti e acque pulite. Anche la politica è un bene comune, una “res publica” che va sottratta agli interessi privati prima che sia troppo tardi.
Enrico Fontana

Concordo in pieno con Enrico Fontana. Esprimo solidarietà a Marrazzo e disgusto per chi invece sta avendo atteggiamenti cinici e profittevoli sulla situazione.